mercoledì, ottobre 04, 2006

FANCULO IL PROIBIZIONISMO!

CIAO RAGAZZI è il vostro presidente che vi parla! oggi reggetivi forte vorrei parlare con voi di politica e in particolar modo della finanziaria del 2007! la cosa che mi ha turbato di piu' è la proposta di legge di VIETARE GLI ALCOLICI AI MINORI DI 18 ANNI! cazzo siamo diventando come la tanto ipocrita america? come si fa a vietare ad un liceale una mezza pinta al pub il sabato sera dopo una settimana di cazziamanti a scuola! la storia insegna ogni qual volta si vieta qualcosa questo diventa ancora piu' ricercato e ambito! guardate le canne, quanti se ne fanno perche' gli piace il sapore e quanti per crearsi un identita' di RIBELLE ! dai raga vi ricordate le nostre prime birre al doolin.....(con virginia ma questa è un altra storia) nn mi sembra che siamo cresciuti tanti pisa o pino masini/zanzariera! ogni anno ci levano qualcosa.......un po di liberta! basta! il fatto nn è la destra o la sinistra.....il fatto è l'ipocrisia, la morale distorta che in italia dilaga! io dico un ragazzo deve diventare uomo giusto!uomo si diventa facendo delle scelte! come si possono fare delle scelte se si carica solo un piatto della bilancia? siamo sotto una campana di vetro.........dicono che il tasso di alcolismo si è alzato.....grazie al cazzo solo ora fate sti sondaggi! volevo vedere se li facevano ai tempi dei nostri nonni( dai i nosrti nonni bevevano come i licantropi). l'anno scorso ci hanno vietato di fumare dentro i pub; oggi l'alcool ai minori.........domani cosa la figa? ho solo due parole per questa societa.....................suck it!

Indulto, sconto di pena al "mostro di Foligno" MASTELLA MI FAI CLEMENTEMENTE SCHIFO

erugia:- Anche il "mostro di Foligno" ha beneficiato dell'indulto. I giudici della Corte d'assise d'appello di Perugia hanno accolto questa mattina la richiesta di indulto avanzata dal geometra folignate Luigi Chiatti. Condannato a 30 anni per il duplice omicidio dei piccoli Simone Allegretti, 4 anni, e Lorenzo Paolucci, 13 anni, usufruirà di uno sconto sulla pena di 3 anni. Chiatti, recluso nel carcere di Prato, sarebbe dovuto uscire nel 2023 e non sarà comunque per il momento scarcerato. Chiatti, oggi 38enne, è in prigione dall'agosto del 1993. Arrestato subito dopo il secondo delitto, fu condannato in primo grado all'ergastolo, ma la pena in appello fu ridotta a 30 anni di reclusione dopo il riconoscimento della seminfermità mentale e poi confermata in Cassazione. In base alla sentenza d'appello, prima del rilascio dovrà essere valutata la pericolosità sociale di Chiatti, che potrebbe essere eventualmente ricoverato in una casa di cura per almeno due anni come misura di sicurezza. Alla notizia della richiesta di sconto sulla pena, Giovanni Picuti, legale della famiglia Allegretti, aveva dichiarato: "Voglio proprio vedere chi si prenderà la responsabilità di far tornare effettivamente libero Chiatti". Oggi i parenti delle vittime sono increduli. "Non riesco a crederci ma la realtà è questa: questo indulto è uno schiaffo a tutti quei bambini che muoiono e soffrono per colpa degli adulti", commenta Luciano Paolucci. Il padre di Lorenzo, che aveva già annunciato di aver perdonato Chiatti, non ha comunque cambiato la propria posizione. "Sono ancora più disposto ad aiutarlo - ha detto - perché lo stanno per mettere in una condizioni nella quale per lui non ci sarà avvenire. Anziché curarlo si fa di tutto per farlo uscire".
La decisione ha riaperto la polemica politica sull'indulto. Scandalizzato il parlamentare di An Maurizio Gasparri. "E' una vergogna inaudita che anche il mostro di Foligno esca dal carcere grazie all'indulto - ha dichiarato -. Chi ha votato questo provvedimento e soprattutto il governo e il ministro che lo hanno perorato con convinzione dovrebbero chiedere scusa a tutti gli italiani". "Nessun rispetto per vittime e cittadini - ha aggiunto l'ex guardasigilli Roberto Castelli, della Lega Nord -. Provo una grande pena per le vittime e per le loro famiglie".

martedì, ottobre 03, 2006

Il Professore si inventa il condono sul lavoro nero

Gratta gratta, e nella Finanziaria spunta anche un condono. L'obbiettivo, questa volta, non è far emergere base imponibile; e, quindi, gettito. Ma lavoro nero. Il datore di lavoro che intende regolarizzare i suoi dipendenti deve presentare un'istanza all'Inps nella quale indica chi sono i lavoratori che ha tenuto «in nero» per anni. Prima di questa istanza, però, deve aver raggiunto un accordo aziendale con i sindacati interni; o, se non sono rappresentati, con le organizzazioni sindacali presenti sul territorio. La sanatoria può riguardare i lavoratori tenuti nascosti al fisco e all'Inps per decenni. Ma l'onere a carico del datore di lavoro riguarderà solo gli ultimi cinque anni; ogni anno oltre i cinque verrà prescritto.A questo punto, l'articolo 177 della Finanziaria stabilisce l'onere a carico del datore di lavoro. Dovrà pagare i due terzi dei contributi Inps e Inail evasi per ogni dipendente. Al momento della presentazione della domanda di condono potrà pagare il 20% del dovuto; il resto in rate per cinque anni. Una volta pagato si vedrà estinti tutti i reati, le sanzioni amministrative e gli oneri accessori previsti. E per un anno non riceverà ispezioni o verifiche da parte degli organi di controllo. Mi dite dopo questa azione, quale imprenditore caccerà + una lira per regolarizzare i lavoratori a nero? Inoltre, vorrei capire bene...Cioè, un datore di lavoro, che per anni ha avuto lavoratori in nero...improvvisamente se paga (il che vuol dire che pagando le autorità sanno che per anni ha sfruttato della povera gente), non gli fnno un cazzo...anzi gli fanno un appluso...Ma che cazzo di Paese ehhh questo...ma morite tutti.

il Tesoriere

lunedì, ottobre 02, 2006

ancora poco ma intanto meglio che niente...

Interventi ambientali per oltre 500 milioni di euro. Alla fine i Verdi, attraverso il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, in Consiglio dei ministri qualcosa di rilevante l’hanno spuntata. Ma ciononostante il sì alla Finanziaria approvata venerdì dal governo, “è condizionato”, chiarisce subito Pecoraro, ed ora bisognerà darsi da fare in Parlamento. Nel provvedimento sono previsti fondi per frane e abusivismo, per Kyoto per il mare e le bonifiche e anche parchi e lotta alle ecomafie. Tra le misure c’è un fondo rotativo da 200 milioni contro i gas serra e un piano del mare, 200 milioni alla difesa del suolo (rispetto allo zero del precedente governo). "Finalmente un'inversione di tendenza dopo 5 anni di disastri e attacchi all'ambiente", sottolinea Pecoraro. "In linea di massima - spiega - ci sono le caratteristiche per una finanziaria più ambientale ma adesso il problema è vedere cosa succederà in Parlamento e le scelte che vengono fatte successivamente". Sul fronte delle novità, arriva il fondo per la demolizione degli ecomostri (3 milioni di euro) mentre 2 milioni di euro andranno alla lotta alle ecomafie e, per la prima volta, ci sarà lo studio ad hoc sul mare italiano (10 milioni di euro). In Finanziaria anche la riforma dell'Apat, l'Agenzia nazionale per la protezione dell'Ambiente "che avrà un presidente, un direttore e un consiglio d'amministrazione e diventerà un'agenzia a tutti gli effetti", afferma il ministro. In particolare, l'eco-manovra riguarda 300 milioni di euro ripartiti tra difesa del suolo (200 milioni), rifiuti e bonifiche (65 milioni), parchi (20 milioni in più), mare (10 milioni), lotta all'abusivismo (3 mln) e alle ecomafie (2 mln). Ci sono poi altri 200 milioni del fondo rotativo per Kyoto (che alimenterà altri fondi tra regioni e aziende) e altri 25 per lo sviluppo sostenibile. Risorse sono previste anche nel capitolo energia pulita con finanziamenti per pannelli solari e bioedilizia. Questi in termini di defiscalizzazione fino al 60% sulle ristrutturazioni. Nella lotta allo smog previsti incentivi per biocarburanti. Se da un lato è stata accolta con favore dai Verdi la supertassa su Suv, dall’altro il Sole che ride chiede di "rimodulare il periodo di esenzione del bollo sugli Euro 4, con la riduzione da 5 a due anni, per favorire le nuove tecnologie e i mezzi elettrici. Ora sta per uscire l'Euro 5 - dice il ministro - e quindi due anni di esenzione per le auto Euro 4 andrebbero bene ". Altri fondi per la causa ambientale potrebbero poi arrivare, secondo Pecoraro Scanio, dal definanziamento del Ponte sullo Stretto: "Una vera svolta questa dalla quale mi aspetto da 300 a 500 milioni da destinare alla difesa del suolo". "Ci vuole un netto cambio di marcia a favore per così dire dell'azienda della prevenzione anziché dell'affarismo dei disastri. Investire un milione di euro contro le catastrofi porta a un risparmio fino a 100 milioni". E in tal senso Pecoraro propone di usare i fondi per aprire "centinaia di cantieri agroambientali che servano a mettere in sicurezza colline e montagne italiane con opere di idraulica e di riforestazione". Infine menzione a parte merita l'introduzione della corresponsabilità delle Regioni nelle infrazioni comunitarie. "Io - spiega Pecoraro Scanio - ne ho in carico 80, e di queste, 70 sono tutte riferite alle amministrazioni regionali. Sono contento che sia stata accolta questa norma, presentata, in base a uno studio fornito dai miei uffici, dal ministro Bonino. Norma che permette di aprire un circuito virtuoso per superare l' emergenza delle infrazioni". look seals