giovedì, novembre 30, 2006

«Continuavano con il lancio di oggetti, io ho gridato che avrei sparato. Poi ho sparato in aria. Due colpi, tutti e due in aria». Mario Placanica, l' ex carabiniere ritenuto responsabile ma mai processato per l´omicidio di Carlo Giuliani in piazza Alimonda a Genova il 20 luglio del 2001 durante il G8 a Genova, adesso ritratta. In una lunga intervista (due pagine) al quotidiano Calabria Ora, ricostruisce il suo arrivo a Genova ed il rapporto con i suoi superiori («gridavano sempre. Ci dicevano di stare attenti, ci raccontavano che ci avrebbero tirato le sacche di sangue infetto. Ci dicevano di attacchi terroristici. La sensazione era come se dovessimo andare in guerra») e poi rilancia: non fu lui a uccidere. «Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del Defender» dice al quotidiano. Ma non solo. Placanica racconta anche molto altro. Dice che ritornato in caserma dopo la morte di Giuliani, i colleghi lo incitavano, lo chiamavano «il killer»: «Hanno fatto una festa, mi hanno regalato un basco del Tuscania, "benvenuto tra gli assassini", mi hanno detto. Si, erano contenti. Dicevamo Morte sua vita mia, cantavano canzoni. Hanno fatto una canzone anche su Carlo Giuliani. Io ero assente, non volevo stare con nessuno, mi sentivo troppo male». Poi l'ex carabiniere illustra anche la vicenda relativa al congedo dall'Arma e dice senza mezzi termini di essere «un capro espiatorio usato per coprire qualcuno»: «Secondo me sul G8 non è stata detta tutta la verità – accusa adesso Placanica - Ci sono troppe cose che non sono chiare: perché alcuni militari hanno 'lavorato´ sul corpo di Giuliani? Perchè gli hanno fracassato la testa con una pietra? Ritengo che cremare il corpo di Giuliani sia stato un errore, forse si sarebbe potuto scoprire di più. Sono alla ricerca della verità. Come fanno a dire che l'ho sparato in faccia. Non è vero. È impossibile. Non potevo colpire Giuliani. Ho sparato sopra la ruota di scorta del Defender». Non è la prima volta che l´ex Carabiniere, candidatosi con An nelle ultime elezioni amministrative in Calabria, fa dichiarazioni sconcertanti a mezzo stampa. Anche se, chiamato a settembre del 2005 come testimone nel processo in corso a Genova contro 25 manifestanti anti G8 accusati di «devastazione e saccheggio», l´ex carabiniere si rifiutò di rispondere alle domande su quello che era accaduto in Piazza Alimonda. Per quanto riguarda invece l´uccisione di Carlo Giuliani, Placanica non è mai stato processato perché il caso è stato archiviato nel maggio del 2003 dal gup di Genova Elena Daloiso per «legittima difesa». Dopo le ultime dichiarazioni dell´ex carabiniere Prc e Verdi tornano a chiedere con forza al Parlamento l´istituzione di una commissione d´inchiesta sul G8, così come scritto nel programma dell´Unione. «Le rivelazioni dell'ex carabiniere Placanica rivelano un inquietante tessuto di menzogne da parte delle forze dell'ordine nei confronti dell'omicidio di Carlo Giuliani al G8 di Genova – dice Giovanni Russo Spena, capogruppo Prc al Senato - Quello che pongo con forza è la questione della commissione parlamentare d'inchiesta sul G8, sempre più indispensabile, concordata nel programma dell'Unione. Finora ci sono state delle resistenze ad istituire la commissione. Devono immeditamente cessare» «Dopo le sue affermazioni su un quotidiano calabrese, vorrei che Placanica venisse messo sotto protezione – dice invece Haidi Gaggio Giuliani, madre di Carlo e senatrice del Prc - Se è vero, come dice, che non ha ucciso lui Carlo perché ha sparato in aria è stato indotto a mentire per coprire il vero assassino su quella camionetta. Spero che la magistratura apra immediatamente un'inchiesta e che la verità venga ristabilita in un tribunale». «L'intervista all'ex carabiniere riapre una questione che non riguarda solo la drammatica morte di Carlo Giuliani, ma anche l'operato dei vertici delle forze dell'ordine ed in generale la gestione della manifestazione - sottolinea il Capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli - Dopo le inquietanti dichiarazioni di Placanica è ormai inevitabile che sia istituita rapidamente la commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti di Genova».

domenica, novembre 26, 2006

da BEPPEGRILLO.IT E se il Borbone fosse in realtà il Savoia? E i veri patrioti i briganti? Il Regno delle due Sicilie esisteva, in modo assolutamente legittimo, da secoli. Napoli era la terza capitale d’Europa. Napoli aveva istituito la prima cattedra di economia in Europa. La prima linea ferroviaria: Napoli-Portici. Poi arrivarono i Savoia. La resistenza durò dieci anni. Qualcuno pensa che sia attiva ancora oggi. Dopo l’occupazione piemontese i capitali si trasferirono al Nord e, grazie alla tassa sul macinato, i meridionali nelle Americhe. Il Sud non fu liberato, ma consegnato al sottosviluppo. La Questione Meridionale deriva da un esproprio. Tutto è stato oggetto di revisionismo in Italia tranne il Risorgimento. Garibaldi è l’eroe dei due mondi e Francesco II un miserabile. Le piazze nel Meridione sono intitolate agli occupanti e allo stesso tempo si dice ancora ‘cattivo come un piemontese’. Nulla contro i piemontesi, molto contro la feroce repressione del generale Cialdini. Alla guida di un esercito di più di 100.000 uomini. Un po’ come la guerra di liberazione in Iraq. Molto contro paesi incendiati e massacri. Contro deportazioni. E decine di migliaia di morti. A scuola il Borbone è il cattivo e il Savoia il buono. Stato borbonico è sinonimo di degrado delle istituzioni. Brigante di protomafioso. Forse vanno cambiati i testi di scuola oltre al significato delle parole. Rivalutati i patrioti che persero la vita contro l’esercito piemontese. Forse dobbiamo raccontarci un’altra storia. In cui il Risorgimento è stato in parte, in gran parte, espansionismo di una dinastia. Che ci ha lasciato in eredità l’emigrazione di milioni di persone che fuggivano dalla fame, due guerre mondiali, il fascismo. E uno stato savoiardo. Quello che ci ostiniamo a chiamare borbonico. Lo so, dopo il populismo, sto scivolando nel revisionismo. look seals

venerdì, novembre 24, 2006

Per un giorno, non mettete mano al portafoglio. Niente spesa, niente regali, niente shopping selvaggio. È la provocatoria proposta della Giornata del non acquisto per ritagliarsi un «giorno di libertà dal consumismo compulsivo». Un´iniziativa che sabato 25 novembre si svolgerà in contemporanea in trenta paesi del mondo, dalla Francia al Giappone, dalla Norvegia agli Stati Uniti. Ad organizzarla, come recita il sito Adbusters, promotore della giornata, è un network globale che vuole «evidenziare le strutture del potere e valori socialmente, ecologicamente e culturalmente negativi che si annidano nel mondo della comunicazione e in particolare nei messaggi pubblicitari delle grandi corporations globali». Insomma, usare lo strumento del "consumo critico" per far sentire la propria voce. Il Buy Nothing Day si è celebrato per la prima volta in Canada nel 1992 per «commemora le vittime delle politiche orientate alla massimizzazione dei consumi: dalle popolazioni del Sud del mondo deboli di fronte alla globalizzazione dei mercati, all'ambiente deturpato da rifiuti e inquinamento, alla colonizzazione dell'immaginario a opera di pubblicitari che propongono modelli di vita irrealizzabili per la maggior parte della popolazione del mondo». Insomma, un invito a «demarkettizzare» la nostra vita. E a ripensare un modello di sviluppo più sostenibile e più responsabile. Niente contro i commercianti, dunque, ma semplicemente un´occasione per riflettere sul significato delle nostre azioni quotidiane, o meglio, dei nostri voti quotidiani per parafrasare le parole del missionario comboniano Alex Zanotelli: «Votate ogni volta che fate la spesa, ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in banca, sono voti che date al sistema». Per chi fosse affetto da shopping compulsivo e sabato dovesse avvertire qualche disturbo dovuto al non acquisto, la campagna ha messo a punto il Decrescil, un "medicinale" che fornisce suggerimenti e consigli per i consumatori dipendenti. E in vista del Natale, anche una cartolina che arriva da lontano e invita a moderare lo striscio delle carte di credito. E mi raccomando, non dimenticate lo scontrino. look seals

lunedì, novembre 20, 2006

credo che questa foto non ha bisogno di commenti!

sabato, novembre 18, 2006

SE NE VA UN ALTRA ICONA...

LINO Banfi, nei panni del padre di una ragazza lesbica che si sposa con la sua compagna, non è tollerabile. Perché la fiction verrà trasmessa sulla Rai in prima serata, perché la vedranno i bambini che, dio solo sa, cosa potranno pensare. "Noi questo non lo possiamo permettere...Per questo propongo di tempestare la Rai con emails di protesta, chiedendo lo spostamento in seconda serata (quantomeno!) della fiction...". E' questo, in sostanza, il senso della protesta che sta motando nei siti internet di area cattolica. La polemica riguarda, appunto, il telefilm prodotto dalla tv pubblica, protagonista il "nonno Libero" nazionale, alias Lino Banfi, la cui messa in onda è prevista per lunedì 20 novembre su RaiUno. La trama è semplice: Riccardo (Banfi) è un agricoltore del sud di sani principi che va a trovare la figlia in Spagna e scopre che la ragazza è lesbica. Non solo: è sposata con la sua compagna. Dopo varie peripezie e diffidenze l'uomo accoglierà di buon grado l'omosessualità della ragazza, facendo prevalere l'affetto sul pregiudizio. Ce n'è abbastanza per far scattare la censura da parte dei cattolici che non apprezzano l'apertura della Rai al mondo gay. Soprattutto se il programma coinvolge un attore popolare e familiare come Banfi. Soprattutto se in prima serata, quindi in fascia protetta. La campagna contro la fiction si combatte a suon di email e di blog. Le prime chiedono ai destinatari di unirsi alla crociata per far slittare la programmazione o, addirittura, per annullarla. Perché già nonno Libero aveva esagerato inneggiando - nella fiction "Un medico in famiglia" - "alle famiglie 'aperte e allegre', dove regna l'allegria, la mancanza della mamma è surrogata da nonni e tate premurose, dove il padre si sposa la zia e insieme spariscono per lunghi mesi, lasciando la famiglia nelle mani di questo instancabile nonno, che denigra la scuola libera, inneggia al sindacato come risolutore di tutti i mali e si sposa la consuocera borghese per redimerla". Il limite, secondo il sito Culturacattolica.it, sarebbe già stato abbondantemente superato, se non fosse che Banfi adesso obbliga i pubblico ad accogliere con simpatia il matrimonio tra due lesbiche. Prosegue il sito: "Nonno Libero, si lancia in un'altra operazione di 'marketing culturale', con la prossima fiction in onda su Rai Uno, il 20 novembre, in prima serata, dal titolo "Il padre delle spose". Perché, si legge ancora: "Una cosa è accogliere la figlia lesbica e un'altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa. Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l'idea, che tutte le unioni possono essere equiparate, è una forzatura innaturale. Non sospenderanno certo la fiction per le nostre proteste, ma far sentire la nostra voce, chiedere lo spostamento in seconda serata e magari disdire il canone Rai potrebbe essere utile". L'anatema è assicurato. Ma restare a guardare passivamente non basta. Bisogna scrivere alla Rai, protestare, farsi sentire. Ecco quindi che i difensori della morale cattolica chiedono di inviare messaggi alla Rai in cui si invita a far slittare il programma o a depennarlo. La crociata ovviamente ha immediatamente scatenato le contromosse dei laici della Rete innescando una vera e propria rincorsa al messaggio alla Rai.

giovedì, novembre 16, 2006

maledetto mcdonal's sfruttatore per colpa tua io devo rinunciare alla vacanza a parigi| maledetti tutti, maledetto bastardo tu e chi ti ha detto e tutta la tua razza!| ma di piu maledetti i bambini che obbligano i propri genitori a mangiare uno schifoso happy meal, bravi genitori comprate tumori ai vostri figli!

martedì, novembre 14, 2006

POTREI DARMI FUOCO DALLA FELICITA' DOPO QUESTA NOTIZIA....!!!!! AVETE UN PO' DI BENZINA PER CASO...? Raddoppia la dose di cannabis per uso personale: dai 500 milligrammi (pari a 15-20 spinelli) consentiti dalla legge Fini-Giovanardi, entrata in vigore fra le polemiche lo scorso maggio, si è passati ai 1000 milligrammi (pari quindi a 30/40 spinelli) quantità al di sotto dei quali, il possessore non incorrerà in sanzioni penali ma solo amministrative. Un decreto del ministro della salute, Livia Turco, d'intesa con i colleghi della giustizia e della solidarietà sociale, ha infatti rivisto la tabella per la cannabis, raddoppiandone la dose lecita. «I veri criminali, non sono le persone che usano gli spinelli ma i trafficanti e gli spacciatori - spiega la Turco - L'elevazione del quantitativo massimo per uso personale della cannabis è stata adottata in attesa del provvedimento di riforma della legge Fini-Giovanardi, che resta nostro obiettivo modificare profondamente, come previsto dal programma di Governo». «Ho ritenuto di intervenire - spiega ancora il ministro - per far sì che migliaia di giovani non debbano varcare le soglie del carcere o essere vittime di un procedimento penale per aver fumato uno spinello, come sta purtroppo avvenendo ora, a seguito della legge del centrodestra». L'opposizione ovviamente insorge e grida allo scandalo. Commenti positivi invece dal Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienza) secondo cui a decisione odierna «è il primo passo per una modifica della legge, è benvenuto». Sulla stessa linea Alfio Lucchini, presidente della Federazione italiana degli Operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze, che plaude all'iniziativa: «Finalmente, una scelta assolutamente positiva». LOOK SEALS

domenica, novembre 12, 2006

C'è da riconoscere che il Guardasigilli è stato bravo a tenere in vita un barbecue che non ne voleva proprio sapere di lasciarci mangiare in santa pace... Meno male che esistono il vicePresidente e il Tesoriere che sono rinomati ricercatori di legnetti con i quali hanno dato vigore al fuoco del Guardasigilli... peccato che mancava il Presidente....sarà per la prox....Bellaaaaaaaaaa.............

sabato, novembre 11, 2006

Ahhh VicePreside, questo breve articolo vuole essere solo uno GGGIOCOOOOO per dirla alla Miele (mi raccomando non te fa rode il culo)... Questo è il dilemma che da giorni affliggge il nostro caro VicePresidente...Bobby si o Bobby no? Sinceramente, da amico, fratello e da amante (dai lo sanno tutti che io e te abbiamo una tresaca da sempre......ahahahahahaha.....pensa se lo leggesse la donna tua che terzo grado che te farebbe......ahahahahahahah......ovviamente skerzo), ti consiglierei di lasciar stare quella benedetta monetina (magari utilizzale per comprarti un paio di caramelle dalla Gubbioli), perchè secondo me non ti darebbe molta soddisfazione... Pensa solo che ti abbasseresti al livello, di chi tempo fà ha usato quella stessa monetina facendoti incazzare come con cane bastonato (solo il resto dei membri del Fight lo sanno per quanto tempo hanno dovuto sorbirsi questa storia, ed insieme a te incazzarsi a morte....ma si, sti cazzi)...per questo io dico; ti piacerebbe davvero essere simile a chi ha compiuto questo ignobile gesto? Io non credo proprio... Qundi ti consiglio vivamente di prendere la tua decisione (su ki invitare o meno alla tua festa) in modo sereno e specie senza ipocrisie...solo questo ti renderà onore...tralasciando appunto la monetina... Lunga vita al Fight...con te sempre ed ovunque. il vostro Tesoriere..... che come al solito vi ricorda che stamo scannati...

venerdì, novembre 10, 2006

Mebri del Fight, vi si comunica che la serratura della porta principale della nostra sede del Fight è stata cambiata, non senza qualche problema, quindi d'ora in avanti saremo + sicuri... L'impresa è stata ardua...perchè, mi chiederete! Beh c'è da dire Che il VicePresidente e il Tesoriere/Cavaliere non è che siano così esperti di bricolage, specie il secondo il quale forzando la nuova serratura oltre che a rompere il muro ha fatto anche in modo di chiudersi fuori... Che ridere... Immaginete membri, quello che il Tesoriere ha dovuto fare...(vi si ricorda che il Tesoriere era in uno stato a dir poco di panico totale), scavalcare le mura ed entrare nella sezione dal tetto...tutto questo mentre, e c'è da rendergli onore, il VicePresidente dall'alto della sua Carica, inneggiava alla calma... Insomma con ripetuti sforzi, imprecazioni e quant'altro, siamo riuscito a scassinare la porta, la quale ora funziona a meraviglia... Certo che ogni azione del Fight è sofferta ehh...ma che cazzo ce ne importa se alla fine otteniamo sempre risultati... FORZA FIGHT CLUB, SEMPRE ED OVUNQUE. il vostro TESORIERE, che ricorda che non tenemo na lira...Amen

giovedì, novembre 09, 2006

adesso abbiamo raggiunto l'apice.... "Dobbiamo rendere ai nostri eroi italiani l’onore che meritano, anche per trasmettere alle nuove generazioni la memoria del coraggio, dell’abnegazione e del sacrificio in nome di beni superiori come la liberta’ e la democrazia, che troppo spesso si danno per scontati e non vengono percepiti come ideali da difendere e da conquistare ogni giorno". Lo ha dichiarato Isabella Bertolini di Forza Italia presentando il progetto di legge, sottoscritto da altri deputati di Forza Italia, inteso a istituire il "Giorno del ricordo in memoria delle vittime di Nassiriya", da celebrare il 12 novembre di ogni anno, nella ricorrenza del tragico attacco terroristico islamico che colpi’ la base italiana di Nassiriya il 12 novembre 2003, causando 19 morti tra carabinieri, militari e civili. e la giornata per: Falcone? Borsellino? operai in nero morti sul lavoro? preti uccisi dalla mafia? pompieri morti salvando persone? medici che lottano tutti i giorni per salvare vite umane? medici senza frontiere? emergency? volontari che operano nel silenzio e nella merda SENZA ESSERE PROFUMATAMENTE PAGATI DALLO STATO? i volontari dell'alluvione di Firenze? ... ... ... ... ... ... ... continua... Rivolgendosi ai senatori in Aula "il vice ministro Intini ha parlato come un portavoce di Hamas. Ha attaccato Israele su tutti i fronti, dando per scontato che nell’area le uniche minacce a pace e sicurezza vengano dallo stato ebraico, sia nei territori sia verso il Libano". Questo il commento del Senatore di Forza Italia Lucio Malan, Segretario di presidenza del Senato, alle comunicazioni del viceministro agli esteri Ugo Intini in aula Senato sulla situazione nei Territori palestinesi. "Hezbollah, Hamas e Iran sono stati menzionati, invece, dal viceministro, con ogni riguardo. Per Intini, evidentemente, - ha rilevato Malan - va bene che, dopo i fatti di Beit Hanun, al rincrescimento espresso da Israele il portavoce di Hamas Ghazi Hamad abbia risposto affermando che lo stato ebraico ’non e’ un paese di esseri umani’ e che ’va cancellato dalla faccia della terra’, in linea con il presidente iraniano Ahmadinejad. E’ una vergogna per l’Italia che Intini abbia modo di dire queste cose a nome del Governo". but take a look È stata un «errore tecnico» la strage a Beit Hanun, nella striscia di Gaza. Questa la paradossale spiegazione del premier israeliano Ehud Olmert della salva d´artiglieria dell´esercito israeliano che ha massacrato 18 palestinesi, tutti appartenenti a un unico nucleo familiare. Olmert, in un intervento trasmesso dalla radio statale, si è espresso così: «È stato un errore tecnico dell'artiglieria israeliana». Colpire palestinesi innocenti, ha aggiunto, «non è nostra politica», ma ha aggiunto che in futuro ci potranno essere altre tragedie perché continueranno le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza per fermare il lancio di razzi Qassam verso Israele... Israele fa ricorso ad armi «nuove o inconsuete» nella Striscia di Gaza, probabilmente con frammenti di carbonio e polvere di tungsteno. Le conferme arrivano da più parti, nonostante le smentite da parte di Gerusalemme. A denunciarlo è stata Karen Koning Abu Zayd, commissario generale dell'Unrwa, l'organismo delle nazioni Unite per l'assistenza ai palestinesi. In un'intervista all'agenzia missionaria cattolica Misna, Abu Zayd dice: «Pensiamo che armi nuove o inconsuete ("unusual" nel testo in inglese) siano usate nella Striscia di Gaza, visto l'aumento di conseguenze come amputazioni» o «ferite che sono abbastanza differenti da qualsiasi cosa vista in precedenza». La testimonianza rafforza ancor di più l´inchiesta condotta dall´emittente Rainews24 ed è supportata da ulteriori conferme raccolte anche dalla Misna in modo diretto lascio alla libeera interpretazione.... loook seals

http://cartavetrata2006.blogspot.com/ andateci... look seals

mercoledì, novembre 08, 2006

In Italia, se togliamo le seguenti categorie: - bambini - pensionati - dipendenti pubblici - sindacalisti - evasori - politici - falsi invalidi - disoccupati - criminalità organizzata - carcerati ciò che rimane sono due milioni di persone che producono per tutti. Persone che vengono vessate dai dipendenti pubblici, rapinate dalla criminalità organizzata, prese per il c..o dai politici, sbeffeggiate dai carcerati indultati, derise dagli evasori, compatite dai falsi invalidi, segnate a dito dai sindacalisti. Persone che versano i contributi per i pensionati e il sussidio di disoccupazione ai disoccupati. Due milioni di persone che tutto il pianeta ci invidia. Un miracolo economico. Ognuna mantiene un nucleo familiare di una trentina di unità. Ma è una razza da soma che si sta pian piano estinguendo. Gli italiani presto dovranno mantenersi da soli. Due milioni di persone sostengono, con le loro tasse, intere regioni italiane e classi sociali. Se qualcuno di questi due milioni è in ascolto, avrei una proposta. Contiamoci, firmiamo una richiesta di asilo all’Australia. Due milioni di lavoratori che producono l’intero Pil italiano sono una ricchezza non trascurabile. Un patrimonio dell’umanità. Ci basterebbe un pezzetto del Queensland o del Victoria. Una nuova vita senza parassiti. I circa 56 milioni di italiani rimanenti potrebbero farsi adottare dalla Fao. Ne avrebbero certamente bisogno. look seals

lunedì, novembre 06, 2006

ho voglia si sfogarmi oggi sarà che mi sono alzatoa lle sei e mezza stamattina ma mi andava di dire quattro cose al mondo... cazzo cazzo cazzo... cerchero di isolarmi e dare un commento che possa essere il più oggettivo possibile mi rendo davvero conto di come la classe politica sia un cane che si morde la coda... perchè? beh in prima istanza abbiamo una marea di politici a destra e sinistra che si rinfacciano le cose a vicenda quando tutti fanno e NON FANNO le stesse cose signori miei ma perche' non vi alzate da quelle merde di poltrone e venite nelle fabbriche nelle scuole nelle vie a vedere come sta la gente? non mi rompete i coglioni con chi si è abbassato lo stipendio del 10% chi del 30%... ma le auto blu? i rimborsi con le nostre tasse? perche' anche voi non prendete 2500 euro al mese? una volta si diceva che il politico era un cittadino prestato al servizio degli altri,oggi vediamo le stesse facce da 50 anni sempre sulle stesse sedie e soprattutto con la porcata dell'ultima legge elettorale neanche si è potuto scegliere il proprio candidato... mah...!!! Fassino ti prego stai zitto sembri un bracco che si morde la coda.. dove sono le riforme...? i conti sempre sti cazzo de conti e la demagogia politica del governo precedente...! che ognuno si prenda le proprie responsabilità anzi io la finanziaria la farei riscrevere ad ogni vecchio governo che esce per l'anno dopo... vediamo chi si lamenta poi... ma in generale...!!! oggi poi sul sito di go italy mi sono venuti i brividi e da bravo cittadino onesto ( qualche canna me la perdonerà il vaticano o marcirò all'inferno con i comunisti..? ) mi è venuto un po' di schifo.... CICCHITTO: NO A PENA DI MORTE PRINCIPIO CHE VALE ANCHE PER PASSATO, COMPRESO MUSSOLINI allora siamo d'accordo che la pena di morte è una merda e di certo io col cazzo che l'avrei ammazzato mussolini, piuttosto fatto marcire in gabbia... CHE CAZZO DI BISOGNO C'ERA DI TIRARE FUORI MUSSOLINI, CICCHITTO RISPONDIMI BRUTTA MERDA CHE CAZZO C'ENTRA MUSSOLINI...? NON MI DICESSERO STRONZATE CHE ANCHE LUI COME SADDAM HUSSEIN ERA UN DITTATORE.LO ERA MA PORCA TROIA CHE CAZZO C'ENTRA TIRARLO FUORI DALLA TOMBA? PEGGIO DEL IL GIORNALE DI IERI CHE ANCORA PARLA DI STALIN PORCA TROIA DOPO 60 ANNI CHE E' MORTO. MA VI RENDETE CONTO ZIO PRESEPE??????!!!!! NEANCHE COSSUTTA CHE E' PIù STALINISTA DELLA PUTTANA DE SU MADRE PARLA DE STALIN.... SECONDO... BALDINI: CON RIOTTA SIAMO A INFORMAZIONE DI REGIME A ME MI VIENE DA VOMITARE DOPO UNA FRASE DEL GENERE DIO C... MA ALMENO STARSI ZITTI DOPO 5 ANNI DI REGIME MEDIATICO CAZZO...? DESTRA O SINISTRA CHE UNO LA PENSI BASTA APRIRE UN SECONDO GLI OCCHI E GUARDARE I TG E LE TRASMISSIONI DELGI ULTIMI 5 ANNI E VEDERE UN PO COME STANNO LE COSE.... TERZO: MA PORCO IL VATICANO CON TUTTO IL VESCOVATO...! MO CHE C'ENTRAVA IL PADRE DEL CARABINIERE DI NASSIRYA.????????? PERCHE' CAZZO DEVE PRENDE LE BOTTE DA 4 CEREBROLESI PORCO .... SE IL FIGLIO HA FATTO IL CARABINIERE MA SARANNO STATI CAZZI SUOI... E METTIAMOCELO ANCHE IL CARICO DA 1000 SU UN PADRE A CUI E' MORTO IL FIGLIO... GENTE dI SINISTRA? BEH NON CREDO PROPRIO E' UN PURO OSSIMORO DIRE CIO'... DIREI 4 DEFICIENTI DA METTE AL GABBIO E BUTTA LA CHIAVE... LA MAFIA, LA CAMORRA, LA GENTE CHE TI PRENDE PER IL CULO E CHE NON FA UN CAZZO, GLI AVVOCATI EVASORI CHE SI SVEGLIANO LA MATTINA ALLE UNDICI DOPO MAGARI UNA BELLA BOTTA DI COCA E DICHIARANO 15000 EURO L'ANNO CON GLI OPERAI CHE DICHIARONO TUTTE LE TASSE E SI ALZANO SE VA BENE ALLE SEI E MEZZA DI MATTINA PER D... MI FA SCHIFO, MI FA SCHIFO E DOPO CHE SENTI GALLIANI CHE SI LAMENTA DEGLI ARBITRI E MOGGI CEH FA RICORSO AL TAR NON SAI SE METTERTI A PIANGERE O LASCIARE UN BEL D.. C... SUL BLOG PACE FRATELLI LOOK SEALS

giovedì, novembre 02, 2006

Microsoft: via dalla Cina, troppa censura Svolta del colosso informatico americano. Un funzionario: troppi vincoli alla libertà di informare, potremmo decidere di andarcene STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO Computer che utilizzano il sistema operativo di Microsoft (Ap) ATENE (Grecia) - Le società di informatica e quelle che muovono Internet sono da sempre nel mirino, accusate di chiudere gli occhi di fronte al mancato rispetto dei diritti umani in Cina pur di non scontrarsi con le autorità locali e rischiare di essere allontanate dal ricco e crescente mercato asiatico. Ma ora qualcosa sembra che stia per cambiare e a produrre l'inversione di tendenza potrebbe essere la Microsoft di Bill Gates, la prima società tecnologica di rilievo mondiale pronta a ribellarsi alle censure imposte dal regime cinese al libero flusso delle informazion su Internet. IL DIETROFRONT - Un funzionario del colosso di Redmont, Fred Timpson, nel corso del Forum mondiale sul governo di Internet, in corso ad Atene, ha infatti riconosciuto che in Cina «le cose stanno andando male». Secondo Tipson, i problemi creati dalla natura repressiva del governo cinese potrebbero «costringere» il colosso americano a «riconsiderare» il suo business non solo in Cina ma in tutti gli altri paesi non democratici. «Dobbiamo decidere - ha spiegato Tipson secondo quanto riporta il sito on-line della Bbc - se la persecuzione dei bloggers» da parte delle autorità di quei paesi ha raggiunto un punto «inaccettabile e incompatibile». VINCOLI E CENSURA - Le più grandi società tecnologiche americane - come Google, Yahoo!, Microsoft e Cisco system - sono presenti in Cina sebbene debbano sottostare a «censure» e «controlli preventivi» da parte delle autorità di Pechino che mal digeriscono che su Internet possano liberamente circolare notizie e informazioni considerate «sensibili» dal governo: per questo, ad esempio, i due motori di ricerca più famosi del mondo (Google e Yahoo, appunto) hanno accettato di auto-censurarsi cedendo a pressioni delle autorità che non vogliono siano accessibili informazioni su temi «caldi» come le aspirazioni indipendentiste del Tibet, i rapporti con Taiwan o le lotte democratiche in generale. Per non parlare di ricerche storiche sul massacro di Piazza Tienanmen e simili. ARGOMENTI PROIBITI - Microsoft aveva a sua volta ammesso, non più tardi del gennaio di quest'anno, di aver bloccato di sua iniziativa il blog «scomodo» del dissidente cinese Zhao Jing, troppo critico verso il governo di Pechino. Cisco, dal canto suo, è stata ripetutamente accusata di aver fornito alla Cina i sistemi tecnologici per filtrare il web, quando non erano le stesse società a denunciare le «teste calde» alle autorità di Pechino: è il caso, quest'ultimo, dell'ufficio di Hong Kong di Yahoo! che ha fornito l'anno scorso alla polizia cinese l'indirizzo del giornalista Shi Tao, «reo» di aver diffuso sulla rete una circolare governativa con la quale si vietava ai giornalisti di parlare dell'anniversario del massacro di Tienanmen del 1989. Ad aprile del 2005, Shi Tao è stato condannato a dieci anni di carcere per aver «divulgato segreti di Stato». LA GRADUATORIA DI RSF - La Cina, del resto, si trova al 163esimo posto nella graduatoria per la libertà di stampa redatta ogni anno da Reporters sans frontieres, l'organizzazione parigina per la libertà di informazione, che vede al primo posto la FInlandia.. In posizione peggiore risultano solo Myanmar, Cuba, Eritrea, Turkmenistan e Corea del Nord. E proprio Rsf ha spesso preso posizione contro il controllo del flusso e dei contenuti delle informazioni praticato da Pechino. IL «MALE MINORE» - Microsoft e gli altri colossi tecnologici si erano sempre difesi sostenendo la teoria del male minore, ovvero il fatto che Internet, nonostante i filtri imposti dal regime, sia comunque una valida fonte di raccolta di informazioni per la popolazione, che malgrado le limitazioni può accedere a contenuti che esulano dalle veline dei media controllati da Pechino, le sole che circolano attraverso giornali, radio e tv. Si calcola infatti che siano almeno 120 milioni i cinesi che possono accedere a internet e che quindi possono leggere e informarsi. Ma proprio Microsoft ha deciso di impegnarsi a fare qualcosa di più per dare seguito alle proteste di ong e associazioni come Amnesty International. E per la prima volta si è detta pronta a fare il fatidico passo indietro. Resta ora da vedere se ai buoni propositi seguiranno i fatti e, soprattutto, quali saranno le mosse degli altri operatori del settore. PS ERA ora... look seals