domenica, settembre 17, 2006

birna blondal sveindottir!

cara Birna ci manchi tanto ritorna dal tuo presidente (vabbè baciamoci no?!)

un articolo sul quale mi trovo d'accordo... da beppegrillo.it

Morta Oriana Fallaci quanti giornalisti liberi di nazionalità italiana rimangono in giro? La Fallaci ha scritto cose che non condividevo e altre su cui ero d’accordo. Ma si è presa sempre dei rischi. Diceva la sua verità, ci metteva la sua faccia. Lascia, più che un vuoto, un baratro nel giornalismo italiano. Fare il giornalista non è facile, ci vuole il protettore. Giornalisti senza padroni non ce ne sono più, e quelli che resistono sono sempre più anziani. E anche ripetitivi, ma non ditelo a Eugenio Scalfari. Bisogna andare nella biblioteca comunale e leggersi vecchi pezzi di Montanelli per tirarsi un po’ su. E Travaglio? Mi si chiederà. Ma Travaglio non è un giornalista, è una persona informatasuifattiatempopieno. Un testimone multioculare. Un fenomeno vivente. Uno da fare ministro della Giustizia.Essere giornalista e non anche servo è una questione di astuzia. Io comunque preferisco il giornalista schierato senza se e senza ma. E’ più pulito, mi è quasi simpatico. Anche se nessuno lo prende sul serio, come un ubriaco al bar, e tutti gli vogliono bene. Fa la pubblicità, ma non è una pubblicità ingannevole. Feltri, Fede, Ferrara, Rossella, la vecchia guardia, gente semplice, una razza in estinzione. Insidiata dagli opinionisti che hanno, soprattutto, una grande opinione di sé stessi.I fighetti del giornalismo, intellettualmente onesti, con la cravatta giusta e la rubrica. Leggi i loro articoli e alla fine ti rimane un senso di vuoto. Non hanno più bisogno di mentire per coprire i fatti. Li annullano con il nulla. E non fanno neppure fatica. I Riotta, i Severgnini, i Mentana.Oriana, ci mancherai. beh penso che non meriti commenti.... lok seals

sabato, settembre 16, 2006

scusate non volevo abbandonare bobby!

scusami bobby non volevo abbandonarti non ti ho proprio visto, non vorrei che pensassi che l'abbia fatto apposta!

venerdì, settembre 15, 2006

ce la semo levata dai coglioni menomale!

Roma, 15 set. (Apcom) - Si è spenta questa notte a Firenze Oriana Fallaci. La giornalista e scrittrice aveva 77 anni ed era affetta da tempo da un male incurabile. La scrittrice è deceduta all'1,30 nella clinica Santa Chiara, dove era ricoverata da giorni per il cancro contro cui lottava da anni. I funerali, per espresso desiderio della scrittrice, si svolgeranno in forma privatissima.

Nata a Firenze il 29 giugno del 1929, la Fallaci durante la seconda guerra mondiale si unì al movimento clandestino della Resistenza Giustizia e Libertà vivendo in prima persona i drammi della guerra.

La Fallaci iniziò giovanissima la carriera giornalistica, lavorando come inviata speciale ed in seguito come corrispondente di guerra per L'Europeo: dal 1967 in Vietnam, poi nella guerra Indo-Pakistana, in Sud America, in Medio Oriente.

Dopo aver seguito come corrispondente di guerra alcuni tra i più importanti conflitti del secolo scorso, la Fallaci si è dedicata prevalentemente all'attività di scrittrice. A quest'attività di reporter hanno fatto seguito le interviste a importanti personalità della politica. Tra i personaggi intervistati Yasser Arafat, Mohammad Reza Pahlavi, Henry Kissinger, Indira Gandhi, Golda Meir, l'Ayatollah Khomeini, e Muammar Gheddafi.

Oriana Fallaci viveva a New York e da molti anni lottava contro il cancro da lei definito "L'Alieno". Con i suoi recenti libri e articoli sulle tematiche dell'11 settembre si era collocata ideologicamente in una posizione che lei definiva di "difesa della cultura occidentale", in netta contrapposizione al fondamentalismo islamico.

Dopo aver espresso per tutta la vita opinioni anticlericali negli ultimi anni si era avvicinata alla Chiesa cattolica. Papa Benedetto XVI l'ha ricevuta a Castel Gandolfo in udienza privata nel 2005.

Oriana Fallaci "voleva morire a Firenze, come leistessa, nella sua ultima uscita pubblica, a febbraio a New York, mi aveva confidato. Così è stato", ha rivelato Riccardo Nencini, presidente del Consiglio Regionale della Toscana.

Con la morte di Oriana Fallaci "scompare una giornalista di fama mondiale, autrice di grandi successi editoriali, appassionata protagonista di vivaci battaglie culturali, ammirevole nella strenua lotta contro il male che l'aveva colpita", ha scritto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio di intensa partecipazione al dolore dei familiari della giornalista.

Le lacrime della Lega. (ma porcozio)"Piango la morte di un simbolo della cultura, dell'onestà intellettuale e della libertà. Piango chi, nonostante la propria malattia, ha previsto e denunciato i rischi del diffondersi del fondamentalismo islamico in mezzo a un mare di omertà e silenzio vigliacco" dice il leghista Roberto Calderoli. Parole in sintonia con le tante telefonate commosse ricevute da Radio Padania, sulle cui frequenze diversi ascoltatori hanno pianto in diretta. "Sul piano delle idee e del modo di concepire la politica resta un profondo disaccordo" dice il Nobel per la Letteratura Dario Fo che ricorda le posizioni fortemente identitarie e di contrapposizione con l'Islam dell'ultima Fallaci, sottolineando di "aver sempre dichiarato ciò che pensavo di lei e del suo lavoro: ho sempre detto che aveva posizioni aggressive, antistoriche".