domenica, agosto 20, 2006

Amici miei è importante

Ho provato a chiamarvi ma nn c'era nessuno....mi sono appena scontrato via internet con il sindaco, beh quando nn si trova faccia a faccia parla senza problemi.....sono incazzato nero mi ha detto che sono un cojone e un cornuto! La prox volta che lo becco a tu per tu a lui lo zammamero e il sezzese li ammazzo! Questa volta hanno reagito quindi ho la coscienza apposto! Ragà chiamatemi appena possibile me devo calma!!!!!!!!!!

sabato, agosto 19, 2006

gobbi di merda....

ma sti zozzi schifosi ancora parlano parlano e parlano adesso anceh al tar vanno .... ma un minimo di dignità ce l'avete brutti bastardi? solo da sta zitti che ve la potevano butta anche peggio al culo... e piangete pure brutte teste di cazzo...

a domani sera in coppa Italia... sapete le squadre serie entrano al turno dopo gobbi di merda....

IL FALO' DELL'ANNO

Ieri i componenti del Fight Club, Il Presidente, il VicePresidente, Il Tesoriere ed il Guardasigilli si sono riuniti su un famosissimo litorale d'Italia per un mega falò senza legna, ma solo zampironi. In questo contesto sono stati ricordati e riconfermati i principi fondamentali del Fight Club. Mangiare, dormire, pisciare insieme ha ulteriormente rafforzato la nostra amicizia...certo se qualcuno non avesse russato sarebbe stato meglio..."vero zallucchia?" Volevo ricordare chi durante la serata l'ha fatta da padrona...il mitico TAVERNELLO... Guardasiggì, te prego mai + Tavernelli nel Fight Club. Rinnovo a tutti i soci l'invito a ripartecipare ad un nuovo evento falò la prox settimana... Per i lettori del Fight Club dico...vi faremo sapere dove potete trovarci. Contattateci.

Il Tesoriere

giovedì, agosto 17, 2006

per la pluralità dell'informazione...

Mafia, Talpe Dda: Cuffaro rinviato a giudizio Il presidente della Regione siciliana, Salvatore Cuffaro, è stato rinviato a giudizio dal Giudice dell'udienza preliminare Bruno Fasciana. Nell'inchiesta sulle 'Talpe alla Dda', è accusato di aver favorito Cosa nostra. La prima udienza del processo è stata fissata per il primo febbraio 2005. Il gup ha rinviato a giudizio anche tutte le altre 12 persone coinvolte a vario titolo nell'inchiesta. Affari e politica che si intrecciano nei dialoghi dei mafiosi intercettati nell'inchiesta, insieme alle minacce: «Se lui sale e poi non si mette sugli attenti - dicono i mafiosi - per ogni 'carcagnata 'nto mussu che si devono prendere, tu neanche hai idea!». Il governatore di Sicilia Totò Cuffaro alla sbarra per mafia 02.11.2004 di Marzio Tristano PALERMO. Ad un anno dall'avvio della maxi-inchiesta su mafia e politica il gup di Palermo Bruno Fasciana spedisce sul banco degli imputati il Presidente della regione siciliana, Salvatore Cuffaro, con l'accusa di avere favorito Cosa Nostra. In che modo? Rivelando notizie riservatissime su indagini in corso che Cuffaro ha appreso da non identificati ambienti istituzionali. Per il governatore cade il reato di rivelazione di segreto d'ufficio, per il quale il gup ha disposto il non luogo a procedere, ma appare solo un fatto tecnico. Due le ipotesi: il magistrato lo ha ritenuto assorbito dal favoreggiamento, oppure, in quanto destinatario delle confidenze poi «girate», secondo l'accusa, ai mafiosi, non ritiene Cuffaro direttamente responsabile della violazione. Si saprà tra una ventina di giorni con il deposito delle motivazioni. Poi la prima udienza, il 1° febbraio. Con il presidente della Regione il gup ha rinviato a giudizio altre 12 persone (medici, investigatori antimafia, un gioielliere, un vigile urbano, un consigliere comunale dell'Udc, un investigatore privato, funzionari dell'Ausl e un imprenditore ritenuto prestanome del boss Provenzano), tutti anelli di una efficiente catena informativa, protagonisti di un'«attività di infiltrazioni di Cosa Nostra nei settori più diversi delle società e delle Istituzioni», scrivono i pm di Palermo, finalizzata anche alla «sistematica rivelazione agli uomini dell'organizzazione mafiosa delle attività di indagine dei carabinieri del Ros, a cominciare da quelle mirate alla cattura di Bernardo Provenzano». Dimissioni: chi, io? «Accolgo con moderata soddisfazione il fatto incontrovertibile che le accuse a mio carico siano state dimezzate dal gup - detta alle agenzie il presidente - il processo sarà la sede naturale per dimostrare la mia completa estraneità agli addebiti rimasti ancora in piedi». Anzi, il rinvio a giudizio sarà l'occasione per distinguersi da altri imputati «eccellenti» della sua stessa coalizione nazionale: «Affronterò il processo con animo assolutamente sereno e con grande determinazione - dice - . In questo senso ho sempre avuto chiaro che occorre difendersi nel processo e non dal processo». Anche perchè una parte del suo partito, l'Udc, lo ha già assolto: «Desidero confermare ancora una volta all'amico presidente Salvatore Cuffaro la convinzione mia e di tutti i Senatori dell'Udc che più si procede nell'accertamento della verità dei fatti e più risalta la sua complessiva innocenza», ha dichiarato il Presidente dei Senatori Udc D'Onofrio. Chiosa invece Leoluca Orlando: «Ho detto da tempo e ribadisco oggi che Cuffaro è culturalmente e politicamente inadeguato a governare la Sicilia, che grazie al suo governo e alla sua maggioranza è tornata ad essere identificata nel mondo con l'affarismo e la politica più sporchi». Affari e politica che si intrecciano nei dialoghi dei mafiosi intercettati nell'inchiesta, insieme alle minacce: «Se lui (Cuffaro, ndr) sale (viene eletto, ndr) e poi non si mette sugli attenti - dicono i mafiosi - per ogni 'carcagnata 'nto mussu (calcio in bocca, ndr) che si devono prendere, tu neanche hai idea!».

Fondi Ue, arrestato capogruppo Ds in Calabria

Franco Pacenza, 48 anni capogruppo dei Ds nel Consiglio regionale della Calabria, è stato arrestato mercoledì dalla Guardia di Finanza di Cagliari, dove si trovava in vacanza con la famiglia. L´arresto di Pacenza, infatti, si inquadra all´interno dell´inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Rossano Calabro e Cosenza e del Comando Provinciale di Cosenza, che nel giugno scorso aveva già portato in carcere quattro persone accusate di aver avuto ruoli all´interno di una truffa internazionale finalizzata allo sfruttamento dei fondi europei. Due aziende tedesche infatti (la Sensitec per la produzione di sensori per i contatori del gas e la Printec, azienda per la produzione di materiale di cancelleria) erano sbarcate nell´area industriale di Corigliano assumendo 80 persone e intascando un finanziamento di 6 milioni e 470 mila euro dal Fers, il fondo per lo sviluppo regionale. Gli imprenditori tedeschi, secondo l´accusa, avevano messo in piedi le due aziende attraverso un vorticoso giro di fatturazioni false o inesistenti, acquistando, fra l´altro, macchinari fatiscenti. Quindi avevano incassato i soldi, senza mai avviare la produzione. Ed erano state proprio le proteste degli operai assunti e mai impiegata dare impulso alle indagini delle Fiamme Gialle che avevano portato ai quattro arresti di giugno, a carico di professionisti che facevano parte dell´equipe di collaudo che, su incarico della banca accreditata, doveva certificare la regolare esecuzione dei lavori per ottenere i fondi europei. I quattro sono accusati di aver omesso i controlli formulando parere favorevole per l´erogazione dell´ultima rata del finanziamento comunitario. Dopo l´operazione, i militari avevano anche avviato le procedure di rogatoria internazionale per interrogare l´amministratore delegato delle due aziende, un cittadino tedesco residente a Hangen. Franco Pacenza, eletto per la Quercia nella circoscrizione di Cosenza, ha 48 anni e una lunga carriera di sindacalista nelle file della Cgil alle spalle. Nella scorsa legislatura ha ricoperto l´incarico di Segretario della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria.