lunedì, novembre 20, 2006

credo che questa foto non ha bisogno di commenti!

sabato, novembre 18, 2006

SE NE VA UN ALTRA ICONA...

LINO Banfi, nei panni del padre di una ragazza lesbica che si sposa con la sua compagna, non è tollerabile. Perché la fiction verrà trasmessa sulla Rai in prima serata, perché la vedranno i bambini che, dio solo sa, cosa potranno pensare. "Noi questo non lo possiamo permettere...Per questo propongo di tempestare la Rai con emails di protesta, chiedendo lo spostamento in seconda serata (quantomeno!) della fiction...". E' questo, in sostanza, il senso della protesta che sta motando nei siti internet di area cattolica. La polemica riguarda, appunto, il telefilm prodotto dalla tv pubblica, protagonista il "nonno Libero" nazionale, alias Lino Banfi, la cui messa in onda è prevista per lunedì 20 novembre su RaiUno. La trama è semplice: Riccardo (Banfi) è un agricoltore del sud di sani principi che va a trovare la figlia in Spagna e scopre che la ragazza è lesbica. Non solo: è sposata con la sua compagna. Dopo varie peripezie e diffidenze l'uomo accoglierà di buon grado l'omosessualità della ragazza, facendo prevalere l'affetto sul pregiudizio. Ce n'è abbastanza per far scattare la censura da parte dei cattolici che non apprezzano l'apertura della Rai al mondo gay. Soprattutto se il programma coinvolge un attore popolare e familiare come Banfi. Soprattutto se in prima serata, quindi in fascia protetta. La campagna contro la fiction si combatte a suon di email e di blog. Le prime chiedono ai destinatari di unirsi alla crociata per far slittare la programmazione o, addirittura, per annullarla. Perché già nonno Libero aveva esagerato inneggiando - nella fiction "Un medico in famiglia" - "alle famiglie 'aperte e allegre', dove regna l'allegria, la mancanza della mamma è surrogata da nonni e tate premurose, dove il padre si sposa la zia e insieme spariscono per lunghi mesi, lasciando la famiglia nelle mani di questo instancabile nonno, che denigra la scuola libera, inneggia al sindacato come risolutore di tutti i mali e si sposa la consuocera borghese per redimerla". Il limite, secondo il sito Culturacattolica.it, sarebbe già stato abbondantemente superato, se non fosse che Banfi adesso obbliga i pubblico ad accogliere con simpatia il matrimonio tra due lesbiche. Prosegue il sito: "Nonno Libero, si lancia in un'altra operazione di 'marketing culturale', con la prossima fiction in onda su Rai Uno, il 20 novembre, in prima serata, dal titolo "Il padre delle spose". Perché, si legge ancora: "Una cosa è accogliere la figlia lesbica e un'altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa. Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l'idea, che tutte le unioni possono essere equiparate, è una forzatura innaturale. Non sospenderanno certo la fiction per le nostre proteste, ma far sentire la nostra voce, chiedere lo spostamento in seconda serata e magari disdire il canone Rai potrebbe essere utile". L'anatema è assicurato. Ma restare a guardare passivamente non basta. Bisogna scrivere alla Rai, protestare, farsi sentire. Ecco quindi che i difensori della morale cattolica chiedono di inviare messaggi alla Rai in cui si invita a far slittare il programma o a depennarlo. La crociata ovviamente ha immediatamente scatenato le contromosse dei laici della Rete innescando una vera e propria rincorsa al messaggio alla Rai.

giovedì, novembre 16, 2006

maledetto mcdonal's sfruttatore per colpa tua io devo rinunciare alla vacanza a parigi| maledetti tutti, maledetto bastardo tu e chi ti ha detto e tutta la tua razza!| ma di piu maledetti i bambini che obbligano i propri genitori a mangiare uno schifoso happy meal, bravi genitori comprate tumori ai vostri figli!

martedì, novembre 14, 2006

POTREI DARMI FUOCO DALLA FELICITA' DOPO QUESTA NOTIZIA....!!!!! AVETE UN PO' DI BENZINA PER CASO...? Raddoppia la dose di cannabis per uso personale: dai 500 milligrammi (pari a 15-20 spinelli) consentiti dalla legge Fini-Giovanardi, entrata in vigore fra le polemiche lo scorso maggio, si è passati ai 1000 milligrammi (pari quindi a 30/40 spinelli) quantità al di sotto dei quali, il possessore non incorrerà in sanzioni penali ma solo amministrative. Un decreto del ministro della salute, Livia Turco, d'intesa con i colleghi della giustizia e della solidarietà sociale, ha infatti rivisto la tabella per la cannabis, raddoppiandone la dose lecita. «I veri criminali, non sono le persone che usano gli spinelli ma i trafficanti e gli spacciatori - spiega la Turco - L'elevazione del quantitativo massimo per uso personale della cannabis è stata adottata in attesa del provvedimento di riforma della legge Fini-Giovanardi, che resta nostro obiettivo modificare profondamente, come previsto dal programma di Governo». «Ho ritenuto di intervenire - spiega ancora il ministro - per far sì che migliaia di giovani non debbano varcare le soglie del carcere o essere vittime di un procedimento penale per aver fumato uno spinello, come sta purtroppo avvenendo ora, a seguito della legge del centrodestra». L'opposizione ovviamente insorge e grida allo scandalo. Commenti positivi invece dal Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienza) secondo cui a decisione odierna «è il primo passo per una modifica della legge, è benvenuto». Sulla stessa linea Alfio Lucchini, presidente della Federazione italiana degli Operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze, che plaude all'iniziativa: «Finalmente, una scelta assolutamente positiva». LOOK SEALS